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In fondo alla Settimana Enigmistica troviamo scritto: “E’ il passatempo più sano ed economico”. Sarà anche vero, a patto che si tratti di una rivista fatta apposta per passare il tempo e allenare la memoria.

Ma quando le nostre settimane diventano enigmistiche a causa del moltiplicarsi fuori controllo di pseudoveggenti e pseudocristi che sparano profezie apocalittiche, rebus e rompicapi.. beh, allora non è più tanto sano, specie se leggendo tutti questi messaggi provenienti da ogni dove ormai, pare che la fine del mondo debba avvenire domani e che quindi non abbia più alcun senso il presente e la speranza stessa.

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Siamo letteralmente bombardati di messaggi e profezie, da non saper più distinguere cosa è vero e cosa è falso. Sui social impazzano le bufale e le fake-news, mentre negli ambienti cristiani impazzano questi messaggi e queste profezie, senza che però siano stati preventivamente studiati e confermati dalla Chiesa.

Di fronte a questo boom davvero apocalittico di falsi profeti e falsi veggenti, è necessario uscire dalla tentazione di conoscere il futuro, e di staccarsi dai veggenti e da quell’apparizione che suscita maggior attrattiva su di noi, tanto da diventare quasi una setta o un’ossessione. E’ importante a mio avviso aprirci a una visione di insieme di tutti questi fenomeni, guardarli  nel disegno misterioso che li accomuna, confrontarli nelle loro particolarità e vedere quali elementi hanno di simile, confrontarne i contenuti rilevando eventuali errori ed eresie,  copioni già visti, studiarli alla luce del Catechismo della Chiesa Cattolica ecc.

In altre parole, smetterla di ostinarsi a fare le “parole crociate” in cerca della risposta a quella presunta profezia stile “Nostradamus” , e smetterla di correre dietro a messaggi mielosi e sdolcinati che ci conquistano e ci piacciono troppo, e piuttosto iniziare a unire i puntini…

Solo unendo i puntini, solo guardando il fenomeno come un puzzle fatto di tanti pezzi, si potrà comprendere l’identità del regista, il colore e la forma del disegno, e capire alla fine se si tratta di un capolavoro divino o del vomito di un drago.